sabato 9 gennaio 2010

politica italiana

ACCORDO ITALIA-LIBIA PER BLOCCARE I CLANDESTINI
Dopo la ratifica da parte del parlamento libico dello storico accordo tra Italia e Libia, dal 6 maggio sono iniziati i pattugliamenti congiunti nelle acque territoriali libiche, per prevenire la partenza degli immigrati clandestini verso l’Italia. Ora le imbarcazioni intercettate in acque internazionali sono dapprima soccorse e poi subito riaccompagnate ai porti di partenza in Libia.
LA CLANDESTINITÀ È REATO: ESPULSIONI PIÙ SEMPLICI
Rendere la clandestinità reato ha lo scopo di facilitare l’effettiva espulsione del clandestino, in quanto per le norme europee sui rimpatri l’espulsione con accompagnamento nel Paese d’origine è possibile solo se c’è condanna per un reato. L’immigrato irregolare sarà punito con una ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Chi favorisce l’immigrazione clandestina rischia fino a 15 anni di carcere. Il permesso di soggiorno è obbligatorio per qualsiasi richiesta di documenti. Inoltre è prevista l’espulsione anche per i cittadini comunitari che non abbiano reddito o che delinquano. Per essere espulsi basta essere stati condannati a una pena di due anni: prima la pena doveva essere di dieci anni. Chi trasgredisce l’ordine di espulsione è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
ADDIO CPT, ARRIVANO I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE
I Centri di permanenza temporanea (Cpt) sono diventati Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Saranno costruiti nuovi centri nelle regioni che ne sono attualmente privi. Per la loro realizzazione sono stati stanziati 3 milioni di euro per il 2008 e 37,5 milioni negli anni 2009 e 2010. L’obiettivo è di avere un centro in ogni regione, con un totale di 4.000 posti disponibili. Accanto ai CIE, sono attivi anche sei Centri di Accoglienza, strutture destinate a dare un primo soccorso al clandestino rintracciato sul territorio nazionale e i Centri di Accoglienza per i richiedenti asilo politico.
SEI MESI DI TEMPO PER IDENTIFICARE ED ESPELLERE I CLANDESTINI
La permanenza degli immigrati clandestini nei centri di identificazione ed espulsione è stata triplicata (da due a sei mesi) per permettere di accertare la loro identità e organizzare il loro rimpatrio. Per chi dichiara una falsa identità il massimo della pena passa da tre a sei anni.Questa norma è in linea con la direttiva dell’Unione europea del 24 dicembre 2008, che afferma che i clandestini possono essere trattenuti fino a sei mesi quando vi sia pericolo di fuga o se il Paese di provenienza ostacola il rimpatrio.
DIRITTO D’ASILO
Nel 2009 il governo ha aumentato da 21 a 29 milioni di euro il fondo nazionale per il diritto d‘asilo. Nel 2008 il nostro Paese ha destinato al Fondo nazionale asilo oltre 21 milioni di euro, di cui solo 2 milioni e 800 mila provenivano da fondi europei.
PER RESTARE IN ITALIA ANCHE I CITTADINI COMUNITARI DEVONO AVERE UN REDDITO
Per restare in Italia anche i cittadini comunitari devono dimostrare di avere risorse economiche sufficienti e devono iscriversi all’anagrafe entro 10 giorni dall’ingresso. È obbligatoria l’espulsione in caso di mancata iscrizione o mancata richiesta della carta di soggiorno, in casodi atti contro la moralità pubblica ed il buon costume o di reati per i quali è previsto l’arresto.
PERMESSO DI SOGGIORNO SE SAI L’ITALIANO
Per ottenere il permesso di soggiorno bisogna superare un test di conoscenza della lingua italiana e pagare una quota tra 80 e 200 euro. Le donne straniere che partoriscono in Italia avranno un permesso ad hoc per sei mesi. La tassa per la cittadinanza è fissata in 200 euro.
CARCERE E CONFISCA A CHI AFFITTA AI CLANDESTINI
È previsto il carcere fino a tre anni per chi lucra sullo straniero senza permesso di soggiorno, affittandogli casa o altro immobile. Con la condanna scatta anche la confisca del bene. Questa norma soddisfa anche l'esigenza di prevenire e reprimere situazioni di vero e proprioingiusto sfruttamento. Dalla sua entrata in vigore a fine maggio 2009 sono state 793 le persone denunciate per questo reato: 533 nel 2008 e 263 nel 2009. Il decremento del dato è da ricondurre all'efficacia che la norma ha sviluppato in termini di deterrenza e conferma che il fenomeno era tutt'altro che secondario.
CARCERE E MULTA PER CHI FA LAVORARE I CLANDESTINI
Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto e del quale non sia stato chiesto il rinnovo nei termini di legge, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore irregolare impiegato.
RESTRIZIONI PER RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI
Per evitare ricongiungimenti familiari di comodo, per il coniuge è richiesta l’età minima di diciotto anni e che non sia legalmente separato.Per i figli maggiorenni si richiede che la impossibilità di provvedere alle proprie esigenze di vita dipenda da una condizione di invalidità totale.Per i genitori si richiede che non abbiano altri figli nel Paese di origine o, se ultrasessantacinquenni, che gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute. Si prevede, poi, la possibilità del ricorso all’esame del Dna per l’accertamento del rapporto di parentela, quando manchi la documentazione o sussistano fondati dubbi sulla sua autenticità.
STOP ALLE NOZZE DI COMODO
Lo straniero che sposa un cittadino italiano acquisirà la cittadinanza italiana non più automaticamente ma solo se risiederà nel nostro Paese per almeno due anni o dopo tre anni dalla data del matrimonio, se risiederà all’estero. Se nascono figli, i tempi sono dimezzati.
TRATTATO DI PRUM: SEMPLIFICATA LA LOTTA AL TERRORISMO E ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Il 24 giugno 2009 il Senato ha approvato definitivamente il Trattato di Prum, che migliora la cooperazione nel contrasto a terrorismo, criminalità e immigrazione illegale fra Italia, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Olanda e Austria.
Viene istituita la banca dati nazionale del Dna, che raccoglierà il Dna di condannati, imputati e indagati e che consentirà di identificare in modo più rapido chi delinque. La banca sarà collegata alla rete delle banche dati degli altri Paesi europei.
L'autorità giudiziaria può imporre il prelievo forzoso del DNA, anche di persone non indagate, se necessario per le indagini.
Il trattato di Prum consente la presenza di guardie armate in borghese sugli aerei.
Le forze di polizia possono concludere le proprie indagini nel territorio dei Paesi aderenti al trattato senza chiedere particolari autorizzazioni.
REGOLARIZZAZIONE BADANTI E COLF
Per evitare di penalizzare migliaia di famiglie a seguito dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina, i datori di lavoro italiani o stranieri potranno regolarizzare fino a 2 badanti e 1 colf italiane o extracomunitarie. Un datore di lavoro italiano, europeo o extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno e in Italia da almeno 5 anni, che al 30 giugno 2009 avesse alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori italiani o extracomunitari, come colf o badanti, può fare dall’1 al 30 settembre una “dichiarazione di emersione” per regolarizzare questo rapporto di lavoro: con una domanda all’Inps nel caso di tratti di lavoratore italiano o europeo e allo sportello dell’immigrazione per un lavoratore extracomunitario. La dichiarazione comporta un versamento di 500 euro per ciascun lavoratore. La domanda viene fatta on line e deve comprendere, pena l’inammissibilità, anche l’attestazione di un reddito imponibile non inferiore ai 20.000 euro in caso di famiglia monoreddito e non inferiore a 25.000 euro per un nucleo familiare con più persone che lavorano. Nel caso la richiesta sia per il sostegno a persone portatrici di handicap o non autosufficienti, allo sportello unico per l’immigrazione va presentato anche un certificato medico, dell’Asl o del medico di base, che attesti la patologia. Non sono ammessi alla procedura di emersione i lavoratori extracomunitari destinatari di un provvedimento di espulsione o che risultino condannati, anche in via non definitiva, per reati penali. Chi faccia domanda avvalendosi di documenti falsi viene punito con il carcere da 1 a 6 anni. Pena aumentata se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale. La domanda di emersione comporta la rinuncia a un’eventuale richiesta di messa in regola per questo tipo di lavoratori fatta nel decreto flussi 2007 e 2008. I proventi che arriveranno dall’emersione del lavoro nero di colf e badanti andranno al Servizio Sanitario Nazionale e verranno ripartiti regione per regione in base al numero di cittadini extracomunitari regolarizzati, per una cifra pari di 267 milioni in 2 anni.

Nessun commento:

Posta un commento