lunedì 22 febbraio 2010

politica sull'immigrazione

L'Italia ha consegnato alla Libia tre motovedette della Guardia di Finanza per il pattugliamento delle acque del Mediterraneo, che si aggiungono alle altre 3 consegnate nel maggio 2009.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, presente alla cerimonia di consegna, ha ribadito che «il contrasto all'immigrazione illegale ed alla criminalità organizzata che gestisce il traffico di uomini è l'obiettivo primario per Italia e Libia».
Maroni ha ricordato che i frutti della fase operativa della collaborazione tra i 2 Paesi avviata nella scorsa primavera hanno superato «ogni più rosea aspettativa»: 90% in meno di sbarchi sulle coste italiane, risultato che rende «impraticabile una rotta redditizia per i trafficanti di uomini»; ha poi precisato che comunque Italia e Libia da sole non possono farsi carico del problema migratorio che riguarda l'intera Europa.
Italia e Libia, tuttavia, ha ancora detto il ministro dell'Interno, «da sole non possono farsi carico del problema migratorio che riguarda l'intera Europa». La recente firma di accordi di cooperazione bilaterale con il Ghana ed il Niger per il contrasto all'immigrazione illegale - i primi di questo tipo siglati con uno Stato europeo - conferma, secondo Maroni, il «ruolo leader dell'Italia» e deve «servire da monito per la Commissione Europea affinché svolga un ruolo più attivo e lo ribadirò nel Consiglio dei ministri europeo in programma a fine mese».
La consegna delle motovedette - imbarcazioni della classe Bigliani, destinate al contrasto dei traffici illeciti in acque territoriali e in alto mare - è avvenuta in attuazione degli accordi bilaterali italo-libici firmati nel 2007. Alla cerimonia hanno partecipato anche l'ambasciatore libico in Italia Hafed Gaddur, il capo della Polizia Antonio Manganelli e il comandante generale della Guardia di Finanza Cosimo D'Arrigo.

venerdì 5 febbraio 2010

politica nell'università

Un sistema corrotto, inefficente e mal gestito che tuttavia resiste al cambiamento, necessita di una svolta urgente. The Economist,14 novembre 2008.
Nel novembre 2009 il Governo ha presentato il disegno di legge di riforma dell’università. E’ una riforma radicale del sistema di governo delle università e delle forme di reclutamento dei docenti: un intervento non più rinviabile, perché le carenze decennali accumulate dal nostro sistema universitario impediscono a molti giovani italiani di potersi misurare coi loro colleghi europei. La riforma pone definitivamente fine alla proliferazione dei corsi e delle sedi inutili, pone termine alla stagione dei finanziamenti uguali per tutti e introduce criteri di merito nella distribuzione dei fondi statali, avvia nuovi sistemi di valutazione delle università e promuove nuove forme di sostegno per gli studenti meritevoli. Accanto alle realtà di grande prestigio e capacità, che pure ci sono, l’obiettivo è quello di riportare l’intero sistema a livelli di efficienza in tutto il Paese, perché università e ricerca sono parte essenziale e decisiva di un mondo in cui la competizione tra gli Stati si fonda sempre di più sul ruolo del capitale umano.
BLOCCO DELLE ASSUNZIONI NELLE UNIVERSITÀ CON BILANCI IN ROSSO
Le Università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non possono effettuare nuove assunzioni. La norma pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune Università. Le Università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali in stipendi non possono bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo.
STOP AI CONCORSI PILOTATI
Le commissioni che giudicano gli aspiranti professori Universitari sono composte da 4 professori sorteggiati da un elenco di professori ordinari del settore oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare.
FINANZIAMENTI A CHI ELIMINA CORSI INUTILI E SEDI DISTACCATE
Più finanziamenti trasferiti direttamente dal ministero, per le Università che chiuono sedi distaccate non funzionali e i corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro.
500 MILIONI DI EURO ALLE UNIVERSITÀ MIGLIORI
Per la prima volta in Italia, nel 2009 sono stati distribuiti fondi alle Università in base a standard di qualità: 500 milioni di euro per Università con la migliore produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica.
ANAGRAFE NAZIONALE DOCENTI
Un’anagrafe nazionale, aggiornata ogni 12 mesi, indicherà per ogni docente ordinario, associato e ricercatore l’elenco delle pubblicazioni scientifiche. I dati verranno anche utilizzati per attribuire gli scatti di stipendio biennali. In caso di un biennio senza pubblicazioni, sarà dimezzata l’entità dell’adeguamento salariale.
FINANZIAMENTI BORSE DI STUDIO
Nel 2009 per la prima volta tutti gli aventi diritto hanno avuto la borsa di studio, grazie a 135 milioni di euro destinati ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Sono 180.000 i ragazzi idonei a ricevere la borsa di studio e l’esonero dalle tasse universitarie, ma finora solo 140.000 di essi riuscivano ad avere la borsa di studio. Nel 2009 il Governo ha anche stanziato 65 milioni per nuove residenze universitarie, per un totale di 1.700 posti letto in più.
I NUMERI DELLA CRISI
Nessuna Università italiana è tra le migliori 150 del mondo.
37 corsi di laurea hanno 1 solo studente iscritto.
327 facoltà non superano i 15 iscritti.
Nel 2008, 5 Università importanti avevano buchi di bilancio enormi. Se fossero state aziende private chi le avesse gestite così sarebbe stato licenziato in tronco.
Dal 1998 al 2006 il numero dei professori è passato da 48.000 a 62.000. Quello degli studenti è rimasto fermo. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile.
Abbiamo 94 Università più 320 sedi distaccate, spesso in posti non strategici.
Abbiamo 94 Università più 320 sedi distaccate, spesso in posti non strategici.
Abbiamo 5.500 corsi di laurea: in Europa sono la metà.
Abbiamo 170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea.
Nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444: nel 2008 erano 5.500.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000.Sono stati promossi senza posti disponibili, facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.
l ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea, per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre

lunedì 1 febbraio 2010

La politica dei fatti

Istituzione di un'Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata; un nuovo codice delle leggi antimafia; nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi. Sono queste le principali novita' introdotte dal governo con il Piano straordinario contro le mafie approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri a Reggio Calabria. Il piano e' composto da nove punti che prevedono anche, tra l'altro, una mappa informatica delle organizzazioni criminali, il potenziamento dell'azione antimafia nel settore degli appalti, nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalita' transnazionale. Il piano contempla anche altre norme di contrasto alla criminalita' organizzata come segnale, ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa, "del fatto che la lotta a 'ndrangheta, camorra e mafia e' la priorita' del governo".
Il piano del Governo contro le mafie contiene i seguenti punti:
agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
codice delle leggi antimafia;
nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi;
nuove misure di contrasto all'ecomafia;
nuove misure a sostegno delle vittime del racket e dell'usura;
mappa informatica delle organizzazioni criminali;
potenziamento dell'azione antimafia nel settore degli appalti;
nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale;
altre norme di contrasto alla criminalità organizzata;
lotta al lavoro nero.
Agenzia per la gestione dei benif confiscati sarà in Calabria
L'Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata avra' la sua sede principale a Reggio Calabria e sara' il segnale dell'attenzione che il governo intende riservare all'estrema regione peninsulare. "Nei venti mesi di governo Berlusconi - ha sottolineato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - sono stati sequestrati alla criminalita' organizzata oltre 12 mila beni, per un valore di circa 7 miliardi di euro, e confiscati circa tremila beni per un valore di 2 miliardi di euro. A questi - ha proseguito - si aggiungono i beni sequestrati e confiscati negli anni precedenti. L'aggressione ai patrimoni mafiosi e' diventata lo strumento piu efficace di lotta alle mafie e per questo necessita di un nuovo strumento che sia immediatamente operativo". L'Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati avra', tra i suoi compiti, quello di procedere al censimento dei beni sequestrati e confiscati ai clan oltre che quello di provvedere alla loro amministrazione, alla custodia e alla destinazione.
Il testo unico dei principali interventi antimafia
L'altro punto qualificante del piano messo a punto dal governo e' stato evidenziato dallo stesso presidente Berlusconi che lo ha indicato nel Testo unico dei principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 ad oggi. "Si tratta - ha detto Berlusconi - di un provvedimento del quale sentivamo il bisogno e che aiutera' coloro i quali hanno il compito di combattere la criminalita' organizzata a lavorare meglio con strumenti piu' efficaci". Per quanto riguarda i nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha evidenziato l'estensione a tutto il territorio nazionale dei 'Desk interforze provinciali'. "Il sistema - ha detto Maroni - prevede un tavolo Dda-forze di polizia-Dia per integrare le informazioni ed individuare i patrimoni da colpire. Questa organizzazione - ha aggiunto - tiene conto delle specificita' territoriali. L'avevamo gia' adottata in Campania, dove ha funzionato, ed intendiamo estenderla". Il piano del governo prevede anche la modifica della disciplina per l'applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali attraverso una procedura accelerata e la riduzione del limite temporale massimo per il procedimento in appello, oltre che l'estensione dell'utilizzazione immediata dei beni mobili registrati a tutti i beni mobili.
Immigrazione
Il premier ha chiarito che l'Italia chiederà all'Unione europea di "farsi carico" dei costi sostenuti dalla Libia e dagli altri "Paesi rivieraschi" del nord Africa che si sono impegnati a svolgere un'azione di "vigilanza" per contrastare i flussi di immigrazione clandestina verso l'Europa. "Svolgerò un'azione molto forte verso l'Ue – ha spiegato il capo del governo - che deve caricarsi il costo di questa vigilanza che la Libia e altri Paesi rivieraschi sopportano per fare questo lavoro di vigilanza".

venerdì 29 gennaio 2010

Noi del centro destra

Cassa integrazione quadruplicata nel 2009, disoccupazione all'8,3%. La coda velenosa di una crisi da sempre colpisce il mondo del lavoro e sta accadendo in tutto il mondo con conseguenze spesso devastanti. L'Italia non ne è certo fuori, ma la combinazione dei due dati (quello sulla "cassa" e quello sulla disoccupazione) è la dimostrazione della buona tenuta del nostro sistema sociale e dell'impatto positivo delle politiche di welfare del governo.
Il tasso di disoccupazione all'8,3% a novembre (dato Istat) si confronta con il 10% medio dell'area euro e con il 9,5% dell'Europa a ventisette. Con Paesi come la Spagna dove si sfiora un incredibile 20%. E non soltanto l'Italia ha un tasso di disoccupati fra i più bassi, ma ancora il confronto anno su anno, da novembre 2008 a novembre 2009, dimostra come la disoccupazione sia cresciuta in Italia dell'1,2%, a fronte di un +2% dell'area euro (dall'8 al 10%) e dei Ventisette (da 7,5% a 9,5%).
Passando al dato sugli ammortizzatori sociali, nel 2009 il loro utilizzo si è più che quadruplicato, con oltre 900 milioni di ore autorizzate a fronte delle 223mila del 2008. E' importante segnalare che un quarto delle richieste di cassa integrazione sono riferite a una platea di aziende e di lavoratori che nel 2008 non avevano diritto di accedere alla cassa e che ora ne hanno potuto usufruire in forza dei provvedimenti del governo che hanno allargato i confini degli ammortizzatori in deroga.
La migliore tenuta dell'occupazione in Italia rispetto agli altri Paesi si deve dunque all'abbondanza di risorse messe a disposizione dal governo. "Più che sufficienti a coprire i fabbisogni del nuovo anno - ha sottolineato Sacconi - anche se ora è tempo di collegare davvero il sostegno al reddito con una formazione utile a sviluppare le competenze dei lavoratori costretti all'inattività". Su questa linea che prefigura un salto di qualità dell'azione del governo verso la formazione e la riqualificazione dei lavoratori in vista di un reimpiego si esprime a anche Santini (Cisl), riconoscendo come finora siano stati "arginati gli effetti occupazionali della crisi grazie all'utilizzo di cassa integrazione, a contratti di solidarietà, all'estensione della Cig in deroga che ha coinvolto 130mila lavoratori dei settori non

martedì 19 gennaio 2010

Il centrodestra contro l'evasione

La lotta all’evasione fiscale è uno dei punti qualificanti del programma del governo Berlusconi.
Per motivi di propaganda, la sinistra “confonde” la battaglia politica per un fisco giusto - che sia al servizio dei cittadini e che non li penalizzi con tasse inutili o esagerate che finiscono per alimentare elusione ed evasione - con il sostegno all’evasione fiscale.
In campagna elettorale Silvio Berlusconi aveva annunciato il massimo impegno per contrastare l’evasione fiscale, una forma di ingiustizia che penalizza i cittadini onesti e l’intero sistema Paese: si calcola che il 20-22% dell’economia sia in nero.
Per questo motivo nella finanziaria triennale approvata definitivamente a fine luglio 2008 sono state indicate le modalità operative e innovative per dare nuovo slancio alla lotta contro l’evasione fiscale: ottimizzazione delle risorse impiegate, coinvolgimento dei comuni e avviamento di un piano straordinario di controlli, a partire dai contribuenti che dichiarano di non avere reddito e infine controllo serrato per scovare falsi residenti all’estero e falsi invalidi.
A queste misure, va aggiunta la realizzazione del federalismo fiscale che, con il coinvolgimento sempre più stretto degli enti locali, renderà ancora più complicato evadere le tasse.
PIANO STRAORDINARIO DI ACCERTAMENTO REDDITO, CON IL COINVOLGIMENTO DEI COMUNI
Gli accertamenti per il triennio 2009-2011 inizieranno da coloro i quali hanno dichiarato un reddito nullo.
I comuni partecipano all’attività segnalando all’Agenzia delle entrate persone con un livello di vita ben superiore a quello che ci si potrebbe attendere dalla loro dichiarazione dei redditi.
L’obiettivo del piano è di arrivare a 35.000 controlli in tre anni, con un recupero di gettito pari a 170 milioni nel 2009, 290 milioni nel 2010 e 520 milioni nel 2011.
Da lunedì 9 febbraio i comuni, attraverso un canale telematico, hanno accesso - in modalità protetta e tracciata - ai dati dell’anagrafe tributaria che riguardano i contratti di somministrazione di luce, gas e acqua, quelli di locazione, i bonifici bancari e postali per ristrutturazioni edilizie e le informazioni sulle denunce di successione di immobili.
Incrociando queste informazioni con quelle già in loro possesso, gli enti locali verificano la posizione contributiva del cittadino.Sempre via internet e in forma riservata e sicura, i comuni segnalano alla Agenzia delle Entrate i contribuenti con un’elevata capacità contributiva che adottano comportamenti potenzialmente evasivi, soprattutto nei settori immobiliare, del commercio, dell’edilizia e delle libere professioni.
La sinergia fisco-comuni, inoltre, consente di individuare con più facilità coloro che dichiarano residenze fittizie all’estero per motivi di convenienza fiscale o che, pur non risultando iscritti all’anagrafe residenti all’estero, usufruiscono di servizi comunali o beneficiano di riduzioni fiscali di cui non avrebbero diritto.
L’attività anti evasione fiscale dei comuni è incentivata e premiata con il riconoscimento di una congrua percentuale sui tributi recuperati.

PARADISI FISCALI: FINITA LA PACCHIA
Per dare attuazione alle direttive Ocse sul contrasto ai paradisi fiscali, il decreto anticrisi del 26 giugno 2009 prevede che gli investimenti e le attività finanziarie detenute nei Paesi a regime fiscale privilegiato si considerano evasione fiscale, salva prova contraria. Lo scopo è quello di migliorare l’attuale insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di informazioni, incrementando la cooperazione tra gli Stati e riducendo l'evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate istituirà, in coordinamento con la Guardia di Finanza, un’unità speciale, dotata di articolazioni anche all’estero, per il contrasto dell’evasione ed elusione internazionale, per l’acquisizione di informazioni utili all’individuazione dei fenomeni illeciti e il rafforzamento della cooperazione internazionale.GRANDI AZIENDE: CONTROLLO E TUTORAGGIO FISCALE
Nel 2009 il fisco analizzerà le società con volume di affari superiore ai 300 milioni di euro.
Si tratta di 1.002 imprese, che saranno sottoposte a un “tutoraggio” che consiste nel controllo della loro posizione fiscale e nel monitoraggio dei comportamenti fiscali da esse posti in essere.
Oltre a essere un’altra azione innovativa e più efficace di contrasto ai fenomeni di frode fiscale, questo intervento è anche una occasione per migliorare dialogo e collaborazione tra aziende e fisco, come già avviene in altri Paesi.
Come previsto dalla finanziaria triennale, entro il 2011 controllo e assistenza del fisco saranno estesi a tutte le aziende con fatturato fino a 100 milioni di euro.
FALSI INVALIDI. PIANO STRAORDINARIO DI VERIFICA: 200.000 CONTROLLI NEL 2009
L’Italia eroga 2.500.000 pensioni di invalidità, per una spesa totale di 13 miliardi.
Poiché le invalidità civili sono a carico della fiscalità generale, è doveroso essere attenti nella gestione del denaro pubblico.
Per questo è iniziato il piano straordinario di verifica previsto dalla finanziaria triennale approvata la scorsa estate.
L’Inps ha individuato 400.000 situazioni “dubbie”, tra le quali verranno sottoposti a controllo 200.000 posizioni.
Il metodo per individuare le persone da controllare si basa sull’incrocio di dati provenienti da diverse fonti: Asl, Agenzia delle Entrate, motorizzazione civile, incidenza delle invalidità sulla popolazione residente in quella provincia (in alcune province l’incidenza di invalidi è del 4% sulla popolazione, in altre dell’1%).
Particolare attenzione sarà data agli invalidi con contributi versati per lavoro dipendente o autonomo e a quelli che riscuotono la pensione di persona.
È possibile che non sia invalido chi riesce a svolgere un lavoro o ad andare ogni mese fisicamente a riscuotere l’assegno.A partire dalle prossime settimane, le persone da verificare riceveranno una raccomandata nella quale gli si chiederà di sottoporsi a una visita medica.
In caso di rifiuto, subiranno l’immediata sospensione dell’assegno.

La politica nell'economia

Arriva il bilancio dello scudo fiscale-ter. In tre mesi sono state effettuate operazioni per 95 miliardi di euro e di essi la stragrande maggioranza (il 98%) ha riguardato capitali effettivamente rimpatriati e non semplicemente regolarizzati ma mantenuti all'estero. Questi i dati forniti da un comunicato del ministero dell'economia, in cui si sottolinea che la mole di risorse rappresenta ''oltre 6 punti di pil''.
Il gettito per l'erario
Considerando l'aliquota del 5%, il gettito per l'erario e' stato pari a 4,75 miliardi di euro. Una cifra superiore ai 3,7 miliardi gia' utilizzati a copertura dello slittamento al 2010 per il pagamento di parte degli acconti irpef di novembre 2009.
I 3,7 miliardi rientreranno nelle casse dello Stato a giugno 2010 (quando si versera' il saldo 2009 dell'irpef) e saranno quindi disponibili per essere utilizzati il prossimo anno. Resta ancora a disposizione 1 miliardo di euro. Il governo non si e' ancora pronunciato su come utilizzerà questa cifra, se andrà a riduzione del deficit o se verrà spesa per altri interventi.
Lo scudo quater
Intanto si attende l'avvio dello scudo-quater, che e' stato inserito nel decreto cosiddetto 'milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 dicembre ma ancora non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (la G.U. per ora e' disponibile fino al 28 dicembre).
Dall'entrata il vigore del decreto e fino al 28 febbraio si potranno regolarizzare i capitali pagando un'aliquota del 6%. Dal primo marzo al 30 aprile l'aliquota sale al 7%. Secondo alcune stime potrebbero rientrare ulteriori 30 miliardi.

sabato 9 gennaio 2010

politica italiana

ACCORDO ITALIA-LIBIA PER BLOCCARE I CLANDESTINI
Dopo la ratifica da parte del parlamento libico dello storico accordo tra Italia e Libia, dal 6 maggio sono iniziati i pattugliamenti congiunti nelle acque territoriali libiche, per prevenire la partenza degli immigrati clandestini verso l’Italia. Ora le imbarcazioni intercettate in acque internazionali sono dapprima soccorse e poi subito riaccompagnate ai porti di partenza in Libia.
LA CLANDESTINITÀ È REATO: ESPULSIONI PIÙ SEMPLICI
Rendere la clandestinità reato ha lo scopo di facilitare l’effettiva espulsione del clandestino, in quanto per le norme europee sui rimpatri l’espulsione con accompagnamento nel Paese d’origine è possibile solo se c’è condanna per un reato. L’immigrato irregolare sarà punito con una ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Chi favorisce l’immigrazione clandestina rischia fino a 15 anni di carcere. Il permesso di soggiorno è obbligatorio per qualsiasi richiesta di documenti. Inoltre è prevista l’espulsione anche per i cittadini comunitari che non abbiano reddito o che delinquano. Per essere espulsi basta essere stati condannati a una pena di due anni: prima la pena doveva essere di dieci anni. Chi trasgredisce l’ordine di espulsione è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
ADDIO CPT, ARRIVANO I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE
I Centri di permanenza temporanea (Cpt) sono diventati Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Saranno costruiti nuovi centri nelle regioni che ne sono attualmente privi. Per la loro realizzazione sono stati stanziati 3 milioni di euro per il 2008 e 37,5 milioni negli anni 2009 e 2010. L’obiettivo è di avere un centro in ogni regione, con un totale di 4.000 posti disponibili. Accanto ai CIE, sono attivi anche sei Centri di Accoglienza, strutture destinate a dare un primo soccorso al clandestino rintracciato sul territorio nazionale e i Centri di Accoglienza per i richiedenti asilo politico.
SEI MESI DI TEMPO PER IDENTIFICARE ED ESPELLERE I CLANDESTINI
La permanenza degli immigrati clandestini nei centri di identificazione ed espulsione è stata triplicata (da due a sei mesi) per permettere di accertare la loro identità e organizzare il loro rimpatrio. Per chi dichiara una falsa identità il massimo della pena passa da tre a sei anni.Questa norma è in linea con la direttiva dell’Unione europea del 24 dicembre 2008, che afferma che i clandestini possono essere trattenuti fino a sei mesi quando vi sia pericolo di fuga o se il Paese di provenienza ostacola il rimpatrio.
DIRITTO D’ASILO
Nel 2009 il governo ha aumentato da 21 a 29 milioni di euro il fondo nazionale per il diritto d‘asilo. Nel 2008 il nostro Paese ha destinato al Fondo nazionale asilo oltre 21 milioni di euro, di cui solo 2 milioni e 800 mila provenivano da fondi europei.
PER RESTARE IN ITALIA ANCHE I CITTADINI COMUNITARI DEVONO AVERE UN REDDITO
Per restare in Italia anche i cittadini comunitari devono dimostrare di avere risorse economiche sufficienti e devono iscriversi all’anagrafe entro 10 giorni dall’ingresso. È obbligatoria l’espulsione in caso di mancata iscrizione o mancata richiesta della carta di soggiorno, in casodi atti contro la moralità pubblica ed il buon costume o di reati per i quali è previsto l’arresto.
PERMESSO DI SOGGIORNO SE SAI L’ITALIANO
Per ottenere il permesso di soggiorno bisogna superare un test di conoscenza della lingua italiana e pagare una quota tra 80 e 200 euro. Le donne straniere che partoriscono in Italia avranno un permesso ad hoc per sei mesi. La tassa per la cittadinanza è fissata in 200 euro.
CARCERE E CONFISCA A CHI AFFITTA AI CLANDESTINI
È previsto il carcere fino a tre anni per chi lucra sullo straniero senza permesso di soggiorno, affittandogli casa o altro immobile. Con la condanna scatta anche la confisca del bene. Questa norma soddisfa anche l'esigenza di prevenire e reprimere situazioni di vero e proprioingiusto sfruttamento. Dalla sua entrata in vigore a fine maggio 2009 sono state 793 le persone denunciate per questo reato: 533 nel 2008 e 263 nel 2009. Il decremento del dato è da ricondurre all'efficacia che la norma ha sviluppato in termini di deterrenza e conferma che il fenomeno era tutt'altro che secondario.
CARCERE E MULTA PER CHI FA LAVORARE I CLANDESTINI
Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto e del quale non sia stato chiesto il rinnovo nei termini di legge, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore irregolare impiegato.
RESTRIZIONI PER RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI
Per evitare ricongiungimenti familiari di comodo, per il coniuge è richiesta l’età minima di diciotto anni e che non sia legalmente separato.Per i figli maggiorenni si richiede che la impossibilità di provvedere alle proprie esigenze di vita dipenda da una condizione di invalidità totale.Per i genitori si richiede che non abbiano altri figli nel Paese di origine o, se ultrasessantacinquenni, che gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute. Si prevede, poi, la possibilità del ricorso all’esame del Dna per l’accertamento del rapporto di parentela, quando manchi la documentazione o sussistano fondati dubbi sulla sua autenticità.
STOP ALLE NOZZE DI COMODO
Lo straniero che sposa un cittadino italiano acquisirà la cittadinanza italiana non più automaticamente ma solo se risiederà nel nostro Paese per almeno due anni o dopo tre anni dalla data del matrimonio, se risiederà all’estero. Se nascono figli, i tempi sono dimezzati.
TRATTATO DI PRUM: SEMPLIFICATA LA LOTTA AL TERRORISMO E ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Il 24 giugno 2009 il Senato ha approvato definitivamente il Trattato di Prum, che migliora la cooperazione nel contrasto a terrorismo, criminalità e immigrazione illegale fra Italia, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Olanda e Austria.
Viene istituita la banca dati nazionale del Dna, che raccoglierà il Dna di condannati, imputati e indagati e che consentirà di identificare in modo più rapido chi delinque. La banca sarà collegata alla rete delle banche dati degli altri Paesi europei.
L'autorità giudiziaria può imporre il prelievo forzoso del DNA, anche di persone non indagate, se necessario per le indagini.
Il trattato di Prum consente la presenza di guardie armate in borghese sugli aerei.
Le forze di polizia possono concludere le proprie indagini nel territorio dei Paesi aderenti al trattato senza chiedere particolari autorizzazioni.
REGOLARIZZAZIONE BADANTI E COLF
Per evitare di penalizzare migliaia di famiglie a seguito dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina, i datori di lavoro italiani o stranieri potranno regolarizzare fino a 2 badanti e 1 colf italiane o extracomunitarie. Un datore di lavoro italiano, europeo o extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno e in Italia da almeno 5 anni, che al 30 giugno 2009 avesse alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori italiani o extracomunitari, come colf o badanti, può fare dall’1 al 30 settembre una “dichiarazione di emersione” per regolarizzare questo rapporto di lavoro: con una domanda all’Inps nel caso di tratti di lavoratore italiano o europeo e allo sportello dell’immigrazione per un lavoratore extracomunitario. La dichiarazione comporta un versamento di 500 euro per ciascun lavoratore. La domanda viene fatta on line e deve comprendere, pena l’inammissibilità, anche l’attestazione di un reddito imponibile non inferiore ai 20.000 euro in caso di famiglia monoreddito e non inferiore a 25.000 euro per un nucleo familiare con più persone che lavorano. Nel caso la richiesta sia per il sostegno a persone portatrici di handicap o non autosufficienti, allo sportello unico per l’immigrazione va presentato anche un certificato medico, dell’Asl o del medico di base, che attesti la patologia. Non sono ammessi alla procedura di emersione i lavoratori extracomunitari destinatari di un provvedimento di espulsione o che risultino condannati, anche in via non definitiva, per reati penali. Chi faccia domanda avvalendosi di documenti falsi viene punito con il carcere da 1 a 6 anni. Pena aumentata se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale. La domanda di emersione comporta la rinuncia a un’eventuale richiesta di messa in regola per questo tipo di lavoratori fatta nel decreto flussi 2007 e 2008. I proventi che arriveranno dall’emersione del lavoro nero di colf e badanti andranno al Servizio Sanitario Nazionale e verranno ripartiti regione per regione in base al numero di cittadini extracomunitari regolarizzati, per una cifra pari di 267 milioni in 2 anni.